Paolo Staccioli (1943)

Arlecchino

2020
ceramica a lustro, altezza cm 63
firmato e datato “Staccioli 2020” in alto sul retro

L’opera di Paolo Staccioli nelle collezioni della Banca, è acquisizione successiva alla mostra tenuta nella Sede di Rappresentanza di Livorno, nonché immagine utilizzata per la copertina del catalogo che accompagnava l’esposizione.
Michele Pierleoni che ha curato l’evento così si è espresso al riguardo di questo lavoro: «Così come Arlecchino, eseguito nel 1936 da Giuseppe Capogrossi, restituisce per mezzo di un sapiente impaginato cromatico la barriera che il mascheramento crea tra il protagonista e il fruitore, caricata di tutte le sottili inquietudini che cela lo svolgimento del tema nel Novecento; anche questa ceramica di Paolo Staccioli, nella contemporaneità, ripropone quella incomunicabilità dell’essere umano, di matrice esistenzialista, in parte taciuta dall’abbacinante bellezza dei lustri, così identificativi del magistero del toscano».